Pasqua ‘12
Carissimi,
dall’annuncio della Pasqua sappiamo, in maniera chiara e inconfondibile, che il senso vero della vita è proprio nella capacità di assumere logiche di dono e di offerta.
Ciò che risorge è proprio questo, ciò che supera la morte e dà all’esistenza una dimensione di eternità è la scelta di vivere non per se stessi ma per gli altri. Cristo risorto ce lo annuncia con forza!
Ognuno di noi si pone di fronte alla vita la grande domanda di senso: dove appoggiare la vita, su che cosa interpretarla, cosa ci darà la possibilità di viverla davvero in pienezza?
Tutti cerchiamo un modo di vivere che ci renda felici, che ci faccia sentire bene nell’attraversare quel tempo che ci è stato affidato. In fondo, per esprimerla in una espressione che ci piace e che talvolta sentiamo anche nel nostro linguaggio comune, tutti vorremmo “vivere da Dio”.
Il problema è, crediamo, nell’interpretazione che diamo a questa frase.
Per molti “vivere da Dio” è potersi permettere di tutto e di più, senza chiedere nulla a nessuno, è quella efficienza economica che il denaro ti può dare, è sentirsi padroni della vita, propria e degli altri, solo perché si possiede, non importa come e non importa a scapito di chi, basta avere.
Per molti “vivere da Dio” è vivere sciolti da qualsiasi vincolo e verso gli altri e verso le norme e le regole. “Vivo da Dio” perché non ho bisogno di nessuno e posso fare quello che “mi pare e mi piace”. Sono io la misura della verità e del bene. Un po’ come il figlio minore della famosa parabola, che vuole vivere da “dissoluto”, “slegato” dalla relazione con il padre e slegato da qualsiasi norma: lui, i suoi capricci, le sue voglie … sono la nuova misura della verità. Non importa se poi, una vita così, lo conduce a perdere la sua dignità e a ritrovarsi “servo” e custode di porci.
Per molti “vivere da Dio” è affidarsi ad una fedeltà esteriore a riti, regole religiose, devozioni varie … il più delle volte vissuti con “parvenza di santità” ma senza cuore. E’ quella sicurezza e quella pretesa di giustizia che la fedeltà offre. Non importa se a tutto ciò non corrisponde un cuore ricco di misericordia e un impegno serio a costruire nel quotidiano e nella storia percorsi di pace e di giustizia.
Dalla Pasqua sappiamo che “vivere da Dio” e possedere quella vita eterna che non può essere vinta dalla morte è intraprendere sentieri di dono e di servizio ai fratelli, strade di compassione e di solidarietà.
Dalla Pasqua sappiamo che morire donando la vita e avere il coraggio di sprecarla per il bene di chi ci sta accanto, questo è davvero aprire porte sull’eternità, è sentire che il sangue di Dio riempie le tue vene e che nel tuo cuore abita il Suo, è poter dire che la tua vita è “nascosta con il Cristo nella vita di Dio”.
Buona Pasqua a voi e alle vostre famiglie
La Comunità di Sant’Agata
Comunità Sant’Agata, Via S.Agata 33 – 50066 Reggello (FI) tel. 055/868043 E-mail: sssagata@tin.it
Accoglienza 2011
“Signore,
da chi andremo?”
San Pier Giuliano Eymard:
un uomo di ieri
per l’uomo di oggi
COMUNITA’ SANT’AGATA
Via Sant’Agata, 33
50066 Reggello (FI)
Tel. 055/868043 – E-mail sssagata@tin.it
www. Sant-Agata.net
* Come raggiungere S.Agata:
- In treno: linea Firenze-Roma, stazione di Figline Valdarno, quindi pulman per Reggello, meglio comunque telefonare.
- In macchina: autostrada Firenze-Roma, uscita Incisa e proseguire per Reggello-Vallombrosa e, giunti a Reggello, seguire le indicazioni per Cancelli. S.Agata è a circa 1,5 Km.
SANT’AGATA:
una vita plasmata
dall’Eucaristia
una comunità aperta
all’accoglienza
1.Una vita plasmata dall’Eucaristia
La Comunità di Sant’Agata è una comunità dei Padri Sacramentini, chiamati a vivere nella Chiesa la spiritualità di San Pier Giuliano Eymard.
Questa spiritualità ci fa essere persone e comunità che mettono l’Eucaristia al centro della propria vita per testimoniare la forza di novità che dall’Eucaristia nasce per la Chiesa e per il mondo.
Chiamati a vivere in comunità eucaristiche vogliamo essere un segno visibile della vita del Cristo che sgorga da questo sacramento.
E così le nostre comunità si caratterizzano per il clima di serenità, di servizio vicendevole, di semplicità e di fraternità e per i ritmi di preghiera e di celebrazione.
Crediamo così di compiere la nostra missione annunciando la possibilità di costruire un mondo nuovo assumendo le logiche dell’Eucaristia, pane spezzato nel gesto del dono e del servizio
Ciascuna delle comunità sacramentine in Italia si caratterizza per uno stile di testimonianza e di missione che ne fa una presenza originale (parrocchie, santuari, predicazione, ministeri specifici, disponibilità per missioni al popolo e per le missioni in Africa...).
2. Una comunità aperta all’accoglienza
La nostra comunità di Sant’Agata vive la sua specificità di Casa Vocazionale aprendosi all’accoglienza di coloro, soprattutto giovani, che vogliono disporsi a condividere con noi le dinamiche di una vita che nasce dall’Eucaristia.
Vogliamo vivere e condividere con loro l’Eucaristia come realtà di comunione.
La consapevolezza che l’unico Pane e l’unico Vino sono dati “per ogni uomo” ci spinge ad abbattere le barriere dei pregiudizi e delle paure per creare rapporti fraterni, là dove nella collaborazione e nella amicizia sia possibile vivere una profonda comunione di fede.
E allora il servirci, l’aver bisogno degli altri, il sostenerci nelle diverse attività... diventano la possibilità di amarci veramente.
Vogliamo vivere e condividere con loro l’Eucaristia come evento di celebrazione e di preghiera.
La celebrazione dell’Eucaristia occupa un posto prioritario nelle nostre giornate, così come la preghiera di contemplazione, personale e comunitaria.
Sono momenti nei quali ci mettiamo “cuore a cuore” con Gesù Eucaristia per accogliere il suo dono, per imparare a leggere la nostra vita come il luogo nel quale Dio va compiendo meraviglie e per maturare vie di novità e di conversione.
Ci piace anche sottolineare l’universalità della nostra preghiera perché chiamati a presentare e offrire al Padre le speranze e le sofferenze degli uomini.
Vogliamo vivere e offrire di vivere l’Eucaristia come “segno semplice della presenza di Dio tra gli uomini”. Ecco perché la misura del nostro vivere è la semplicità e lo sforzo di dare un senso alla ordinarietà perché tutto diventi Eucaristia, dono ai fratelli, condivisione della vita dei piccoli e dei poveri.
Dedichiamo volentieri anche un po’ del nostro tempo al lavoro per continuare a vivere, nel quotidiano e nella fatica, la generosità e l’offerta di noi alle quali l’Eucaristia ci chiama.
Vogliamo vivere l’Eucaristia come accoglienza divenendo una comunità che si apre, con semplicità, per condividere con altri fratelli e sorelle questo nostro stile di vita, perché ognuno poi lo possa vivere là dove il Signore lo chiama.
ORARIO DELLA COMUNITÀ
6,30: Sveglia
7,00: Lodi
Colazione
8,00: Lavoro
12,30: Pranzo
15,30: Tempo di silenzio-riflessione
Tempo di contemplazione davanti all’Eucaristia
19,00: Celebrazione del Vespro
19,30: Cena
ACCOGLIENZA 2012
* Oltre ad una accoglienza di singoli e di piccoli gruppi durante tutto l’anno, nei mesi diluglio e agosto offriamo la possibilità a gruppi anche più numerosi di condividere la nostra vita.
* L’esperienza estiva ha la durata di una settimana, dal pomeriggio della domenica fino alla sera del sabato successivo; evitare di inserirsi a cammino già iniziato.
* L’orario della giornata estiva rimane quello degli altri mesi.
* Il programma settimanale, inoltre, prevede:
Domenica ore 21,00: Presentazione delle persone e
dell’esperienza
Lunedì 7,00: Lodi
18,30: Celebrazione eucaristica e proposta del tema per la settimana
Martedì 18,30: Adorazione con risonanza sulla Parola
Mercoledì 18,30: Condivisione e revisione di vita
Giovedì 18,00: Celebrazione eucaristica seguita
dall'adorazione e apertura del deserto
Venerdì Preghiera notturna ed esperienza di deserto
18,30: Celebrazione penitenziale
Sabato Giornata di conclusione e preparazione al ritorno
18,00: Celebrazione Eucaristica
* Il tema che ci accompagnerà in quest’anno sarà:
“Oggi devo fermarmi
A casa tua!”
E’ l’inizio di un incontro. Cosa succede a casa di Zaccheo? Che cosa avrà proposto Gesù al peccatore più conosciuto della città di Gerico per provocarlo a cambiare così radicalmente la sua vita?
Vogliamo provare ad entrare in quella casa!
* Raccomandiamo vivamente a coloro che vogliono condividere un po’ di cammino con noi che si dispongano ad un’esperienza esigente e profonda di preghiera, di silenzio, di fraternità, di umile lavoro e di semplicità.
Durante la settimana non si invitino parenti e amici: si corre il rischio di perdere l’intensità dell’esperienza.
* La gioia di aver condiviso un po’ della nostra vita non deve essere condizionata da una quota giornaliera. Pertanto, invitiamo chi ne ha la possibilità a lasciare liberamente un contributo per rendere possibile l’acco- glienza di altri fratelli.
* Abbiamo a disposizione una trentina di posti letto. Chiediamo spirito di semplicità e di sobrietà.
* Invitiamo i gruppi con numerosi individui a dividersi in più gruppetti per favorire maggiormente la comunica- zione e lo scambio di esperienze
* Ognuno porti, oltre alla Bibbia, sacco a pelo o lenzuola.
* Per prenotazioni scrivere o telefonare a:
COMUNITÀ SANT’AGATA
Via Sant’Agata, 33
50066 REGGELLO (FI)
Tel. 055/868043 (12,30-13,30; 19,30-21,00)
E-mail: sssagata@tin.it
Indicare la settimana e il numero di persone del gruppo.

